24 gennaio 2003

Addio Avvocato!

Questa mattina è giunta una notizia, di quelle che non sembrano essere vere. E’ morto Giovanni Agnelli. Ed è un altro pezzo di storia nazionale che se ne va!

Da piccolo, per me era semplicemente il presidente della mia squadra di calcio. Col passare degli anni, ho compreso l’ampiezza di questo personaggio, il ruolo che aveva avuto, e continuava ad avere, nell’economia nazionale, nella politica, nello sport. L’ho sempre ammirato, e non sono cose che scrivo solo alla luce dei fatti odierni. Una persona di classe, con uno stile inconfondibile, con le persone giuste attorno, e con la semplicità che contraddistingue le persone della sua levatura. La stampa straniera lo ha definito “il re d’Italia”, e forse è vero che l’eredità di casa Savoia, in epoca repubblicana era stata raccolta proprio dalla dinastia industriale torinese.

Mi dispiace che non ci sia più. Mi dispiace perché se ne è andato un pezzo di Storia d’Italia. La speranza è che sua figura continui ad essere un esempio. L’augurio è che continui a vivere nella sua Fiat, nella Ferrari, nella sua Juventus. Grazie Avvocato!

11 settembre 2002

11 settembre: un anno dopo

Era un martedì pomeriggio. Stranamente non stavo ascoltando la radio, ma sul mio stereo girava un cd. Terminata l'ultima canzone, la radio ha preso a sbraitare: era già successo! Una serie di voci confuse che si sforzavano di dare una spiegazione a ciò che non riuscivano a capire! Subito la corsa verso la televisione, alla ricerca delle immagini di ciò che nessuno avrebbe voluto vedere! Fiamme, urla, disperazione, e poi… il crollo.

Ieri sera parlavano di 2801 persone morte nell'incidente. NULLA, in confronto alle ventimila che ogni giorno muoiono di fare nel mondo, o alle vittime della guerra o delle mine o dell'AIDS. TROPPE, per noi che a casa nostra non moriamo più né di fame, né di guerra, né per le epidemie.

Non credo che l'11 settembre sia stata una tragedia per l'umanità: ve ne sono ogni giorno di più grandi. Credo che l'11 settembre sia stata una tragedia per il nostro mondo, per il mondo di coloro che continuano a dormire nonostante tutte le altre tragedie. E se di fronte ai risultati di Johannesburg o ai venti di guerra che spirano in Medio Oriente, sembra che il nostro mondo non abbia imparato la lezione, io conservo nel cuore la speranza che ognuno di noi, nel suo piccolo, abbia imparato qualcosa da quel martedì 11 settembre dello scorso anno.

Preghiamo per le vittime di quella tragedia, preghiamo per coloro che non avranno mai un anniversario in cui il modo si ricordi delle loro tragedie personali, e preghiamo soprattutto per noi, che continuiamo ad essere sordi alle grida di dolore dell'umanità!